L'ANGOLO DELLA POESIA, DEI RACCONTI E ...

 

POESIE

RACCONTI

ALTRI LAVORI

 

 

PON 2012

 

La partecipazione al PON per le eccellenze "Esperimenti in gara" ci ha dato la possibilità di partecipare ai "Giochi delle scienze sperimentali 2012", misurando le nostre competenze scientifiche con quelle di altri alunni provenienti dalle scuole di tutte le province pugliesi.

La prima fase si è svolta il !5 marzo e ha selezionato, tra tutti i partecipanti, cinquanta alunni che ora parteciperanno alla fase regionale. Fra questi ultimi, tre sono della nostra scuola: Matteo Calò e Alessia Lanubile, classificatisi a pari merito al primo posto con punti 38/40, e Melissa Caputo classificatasi ottava con punti 34/40.

Ora attendiamo con ansia il 17 aprile, giorno in cui ci recheremo presso il Dipartimento di Geomineralogia e Geofisica dell'Università degli Studi di Bari, per affrontare la fase regionale, con la speranza di mantenere alto il nome della nostra scuola.

Ringraziamo per questa esperienza l'esperta esterna dr.ssa M.Teresa Bardoscia e la tutor interna prof.ssa Antonella Patera.

 

ORIENTEERING 2012

 

Il 28 marzo 2012, sei alunni delle classi terze della nostra scuola hanno partecipato a una gara di "orienteering".

I ragazzi Carafa Emanuele, Lanubile Andrea e Liaci Alessio hanno gareggiato nella categoria "cadetti", le ragazze Lanubile Alessia, Pati Federica e Spina Fiorella hanno gareggiato nella corrispondente categoria delle "cadette".

La gara si è svolta a Casalabate nella masseria Provenzani.

Ogni concorrente ha ricevuto un cartoncino da perforare ogni volta che passava dai punti indicati su di una carta topografica all'inizio della gara (lanterne con bandierine).

Gli esiti sono stati positivi per noi, poichè Liaci Alessio sè classificato primo a pari merito con un ragazzo della sua categoria, mentre gli altri alunni della nostra scuola hanno ottenuto posizioni tra i primi. In classifica generale, la nostra scuola si è classificata al nono posto tra le ragazze e al primo posto tra i ragazzi che, dunque, parteciperanno alle gare regionali che si terranno  nella foresta "Mercadante", nei pressi di Altamura.

Fiorella Grazia Spina

 

Con la scuola ho avuto modo di partecipare alla gara di "orienteering" che si è svolta nella masseria "Provenzani" a Casalabate (Surbo).

Come prima volta ero molto emozionata e mi ripetevo che non sarei mai arrivata tra le prime. E invece ... Neanche a farlo apposta mi sono classificata benissimo: quinta su cinquanta ragazze!

Quando ho visto i risultati non credevo ai miei occhi!

Tutto questo mi è servito a capire che nella vita è importante credere in quello che si fa e se, nella scuola superiore, avrò l'occasione di ripetere questa esperienza, sarò pronta a dare il meglio di me!

Alessia Lanubile

IL VERO NATALE di Flavio Rialto 1a D a.s. 2011/2012

 

La neve scende,

velo tutto bianco

come un piumone bianco d'inverno.

E gridi: "È Natale".

Finalmente è arrivato il giorno

in cui tutti ricevono regali,

ma il vero Natale si trascorre in famiglia

giocando, ridendo e scherzando.

Il Natale ti fa essere più felice

e in armonia con tutti:

parenti e amici.

È questo il vero Natale:

stare con tutta la famiglia.

 

 

Relazione di Scienze a.s. 2009/2010

Sperimentare il peso specifico di Fiorella Spina 1a D

 

Quella volta che ho avvertito delle presenze misteriose, inquietanti e ho avuto paura. Racconti. a.s. 2009/2010

UNA STRANA SERATA

Quella sera è stata davvero particolare ma soprattutto misteriosa.

Mia madre mi salutò, chiuse la porta e andò via promettendomi che sarebbe arrivata entro le nove. Così, appena uscì, ne approfittai per mangiare un po’ di dolce della nostra vicina. Andai al computer e cominciai a giocare senza fermarmi.

Passò quasi mezz’ora e i miei occhi lacrimavano e man mano si chiudevano. Ma io non potevo già dormire, dovevo sfruttare l’occasione. Andai in bagno, mi sciacquai il viso e con la musica ad alto volume cominciai a far finta di ballare. Ero stanchissima, mi arresi, ma non mi addormentai. Guardavo con tanta attenzione il quadro che un nostro amico ci aveva regalato, sul divano non riuscivo a stare ferma.

Ad un tratto sentii il rumore dell’aspirapolvere provenire dalla stanza dei giochi. Con il cuore che mi batteva forte riuscii ad arrivare a metà corridoio. Aprii la porta e il rumore sparì. Contemporaneamente vidi un’ombra passarmi dietro. E lì cominciò la vera paura.

Per non pensarci, andai vicino la televisione a guardare qualche cartone, ma quel pensiero mi tornava in mente in continuazione. Non potevo per due ore rimanere con le mani in mano. Decisi di andare in fondo alla storia. Quindi  mi preparai dietro la porta della mia stanza e con un balzo ci entrai, accesi la luce e … Walla! La mia cara sorellina faceva pulizie. Le spiegai tutta la faccenda.

Alle nove in punto arrivò mia madre che fu felice di vedere la nostra stanza, per una volta, in ordine.

Agnese Notarnicola Albano 1a D

UN LADRO, UNO ZOMBIE O UN FANTASMA?

Erano appena le sei del mattino quando sentii un rumore molto strano. Sobbalzai dal letto e mi misi sotto le coperte. Il rumore proveniva  dalla sala da pranzo. E se fosse stato un ladro? Pensai. Ma da dove poteva essere entrato? Allora mi tolsi dalla mente quella strana ipotesi.

E se fosse stato uno zombie che poteva attraversare le porte? Però pensai che gli zombie muoiono se vedono il sole. Allora mi tolsi anche quest’ idea dalla testa.

Ero al culmine del terrore  e presi la mia clessidra portafortuna. Sentii pian piano il coraggio che entrava nel mio corpo .Quella clessidra me l’ha regalata mio nonno quando è stato in Francia.

Ad un tratto avvertii dei mugolii. Pensai: è un fantasma. Attraversa le porte, le fa sbattere, produce suoni lugubri. Sì ,è un fantasma.

Avevo già un rimedio pronto, una torcia, e mi ero messo in testa di puntarla sugli occhi del fantasma se si fosse presentato in camera mia. Ero pronto per attaccare, ma avevo molta, molta paura.

La porta del giardino si spalancò. Questo mi spaventò molto tanto da farmi decidere di non applicare il mio piano. Subito mi misi sotto le coperte e aspettai col cuore che mi batteva forte in petto. Però il fantasma andò nella stanza dei miei genitori.

Notai che i miei genitori non gridavano dalla paura. Pensai che forse il fantasma ci aveva ripensato. I passi si avvicinarono alla mia  camera. Il fantasma aveva risparmiato i miei genitori per venire a spaventare me!

Adesso il fantasma era entrato in camera mia. Si avvicinò al letto e … mi toccò. Mi girai e un muso mi leccò.

Era solo il mio cane Charti che aveva mugolato e graffiato contro la porta  perché  voleva  entrare e , infine, vi era riuscito. Ogni tessera del mosaico era al suo posto e dopo … feci dormire il cane con me.

Cosimo Greco 1a D

UNA PESSIMA GIORNATACCIA

Ho avvertito presenze misteriose nella mia casa molte volte, ma la più spaventosa è stata quando …

Ero sola in casa. Mia sorella e mia madre erano uscite e mio padre stava lavorando. Stavo studiando, quando ad un certo punto sentii un botto proveniente da fuori. Inizialmente non mi sono spaventata e ho acceso la tv. Il ticchettio delle lancette dell’orologio mi metteva ansia. Alla tele stavano trasmettendo in quasi tutti i canali il telegiornale; negli altri, film carini che, però, non si vedevano in quanto la parabola non riceveva il segnale. Allora ho dovuto ascoltare le notizie del tg, ma tutti quegli avvenimenti mi incutevano terrore.

Improvvisamente sentii ancora quel botto e così, dopo le notizie terrificanti che avevo ascoltato, lo spavento si impossessò di me. Chiamai mia madre al cellulare ma non rispondeva. Intanto avvertii dei passi. Qualcuno stava salendo le scale. Mi affacciai al balcone, ma non vidi nessuno, così pensai che qualcuno stesse camminando per casa. Allora ebbi il coraggio di andare in camera mia per controllare. Attraversando il corridoio qualcuno mi chiamò: “Chiara! Chiara!” Scappai subito via. Non sapendo dove andare, mi rifugiai sul divano del soggiorno, sotto le coperte. Sentii ancora qualcosa rotolare per le scale; riuscii ad aprire la porta la porta e scoprii che era stato il gatto. Ma non avevo ancora risolto il mistero di quella voce sospetta. Così chiamai mio padre, glielo chiesi e mi disse che mi aveva chiamata lui. Allora mi tranquillizzai e continuai a fare i compiti.

Era già sera, quando vidi due ombre dalla finestra … Erano mia madre e mia sorella. Raccontai loro tutto e scoppiarono a ridere, ma per me era stata una vera propria giornataccia.

Chiara Kodra 1a D

CHE SERATA!

Era sera, i miei genitori avevano deciso di uscire, ma io non volevo seguirli perché preferivo restare al caldo vicino al camino acceso. Mi sedetti  sul divano e, coperta da un plaid, accesi la televisione per guardare, mentre sgranocchiavo delle patatine, un film di fantasmi.

Ad un tratto si spense tutto e rimasi con la sola  piccola luce che veniva dal camino acceso. Mi rannicchiai sotto il plaid e, sbirciando con un solo occhio, mi accorsi di una piccola figura nascosta tra il camino ed il tinello.

Il silenzio che c’era in tutta la casa mi faceva paura e mi spaventava più della figura che avevo intravisto.  Ad un certo punto sentii dei passi e la porta e le finestre che sbattevano.

Che paura!!!

Mi feci forza e raggiunsi il telefono , provai a chiamare i miei genitori, ma nessuna risposta. Cercai di urlare ma dalla mia bocca non usciva nessun suono, ero troppo impaurita. Presi forza  e, dopo un grande respiro, mi portai verso la porta d’ingresso per raggiungere  l’abitazione di mia nonna al piano terra. Anche lì non trovai nessuno. Risalii velocemente  e mi rifugiai nella stanzetta. Dalla finestra che dava sul giardino di mia nonna, all’improvviso apparve una luce che avvolgeva una strana figura.

Non era una figura umana, ma uno spirito pallido, alto, magro, vestito di nero, con gli occhi completamente bianchi e con uno strano modo di camminare che lo  faceva fluttuare a destra e sinistra.

Questa visione spaventosa mi rese ancora più pensierosa, chiusi la veneziana della finestra e mi rifugiai sotto le coperte. La paura non mi faceva quasi respirare e, in attesa di qualcuno, chiusi gli occhi e mi addormentai lasciando via tutta la paura avuta fino ad allora.

Russo Marialuce 1a D

UNA PAURA QUASI PASSATA: IL DENTISTA.

Quanti pomeriggi persi, quanto tempo sprecato! La paura del dentista, fortuna che è passata. Avevo una paura matta del dentista, ne ero terrorizzata e confesso che ancora adesso un po’ mi spavento, ma non come prima ovviamente. Avevo paura di quando mi faceva venire l’impulso del vomito mettendomi i suoi attrezzi in bocca, oppure dicendomi: “Non ti faccio male, non ti preoccupare” e poi … dolore pazzesco!!!

Ricordo quella volta che non riuscivo ad aprire la bocca perché mi fissava con degli malvagi; alla fine mi ha detto che non c’era niente da fare, nessuna speranza. Io, però, non sapevo se sistemarmi i denti o non farmi toccare proprio.

Una volta siamo entrate io e mia madre; toccando prima a lei, ho aspettato dietro un separè scorrevole e seduta lì dietro sentivo il rumore di quel trapano enorme per i denti. Dopo un abbondante  quarto d’ora, toccando a me e pensando che dovesse farmi quello che aveva fatto a mia madre, mi sono seduta sulla sedia e facendogli vedere solo i denti, ma senza aprire la bocca, gli ho detto: “Ecco, stanno bene!” E me ne sono andata da mia madre, lasciandolo a bocca aperta insieme alla sua assistente Gianna che, secondo me, lo prevedeva già da un po’ di tempo. Mia madre, scoraggiata, mi disse che non mi sopportava quando facevo così.

Purtroppo arrivò il giorno che mi dovetti tirare un dente e mia madre, che non entrò con me, si interrogava e pensava: questa volta scappa o si mette a urlare come una pazza? Il dentista non mi ha fatto neanche l’anestesia per addormentare il dente e l’ha tirato. Che dolore, che male!!!

Comunque, non facendomi toccare, i denti sono rimasti storti e adesso, purtroppo,  mi devo mettere l’apparecchio fisso e per me non c’è scampo questa volta. Forse sono gli spiriti che mi tormentano!

Anastasia Scurti 1a D

CHE PAURA!

Tutto è successo qualche mese fa quando, un pomeriggio, sono rimasta in casa da sola soltanto per un’ora, ma, vi assicuro, a me è sembrata un’eternità!

Non appena mia madre è uscita con i miei fratelli, ho sentito sbattere una porta al pianterreno, subito dopo un’altra al primo piano. Alzatami poi per accendere la luce nella mia stanza, ho premuto l’interruttore e da lì si è sprigionato uno strano ronzio. Ho cercato di mantenere la calma, nel frattempo era diventato buio e mia madre non tornava, così avvicinatami alla finestra per aspettare il suo ritorno, ho sentito delle voci che parlavano in modo agitato; erano così vicine che mi sembrava di averle in casa. Preoccupata ho telefonato alla mamma, ma il suo cellulare ha cominciato a suonare giù: lo aveva dimenticato!

Intanto la porta del pianterreno continuava a sbattere. Una parte di me pensava fosse il vento ma l’altra parte si convinceva sempre di più che fosse colpa degli spiriti dei miei morti che venivano a trovarmi per punirmi per una bugia da me detta. La mia coda di paglia mi ha fatto credere a questa possibilità tanto da essere veramente terrorizzata: non osavo uscire dalla mia stanza!

Quando finalmente è tornata la mamma tutto è andato a posto come per magia ed io ho capito che la mia fantasia mi aveva giocato un brutto scherzo e oltre a questo mi sono beccata un rimprovero per non aver chiuso la porta che  sbatteva.  

Alessia Lanubile 1a D

 

 

Una sera, io e la mia famiglia siamo andati in una casa di campagna di un amico di papà. Questa casa era grande e aveva in giardino molti alberi di eucalipto. Siamo rimasti lì anche la notte.

Di notte c’era il temporale e un vento molto forte. I rami degli eucalipti sbattevano, con il vento, contro il vetro della finestra della mia camera. Io mi sono svegliata. I lampi proiettavano delle ombre sui muri. Erano mostri che volevano mangiarmi, strane cose che si muovevano cercando me, erano pipistrelli. Io, spaventata, mi sono messa sotto le coperte  e cercavo di convincermi che fosse solo la mia immaginazione. Poi, però, ho sentito abbaiare Bob, il cane. Fuori si sentivano dei passi. Ho iniziato a tremare. Volevo accendere la luce, ma non trovavo l’interruttore. Avevo intenzione di chiamare mia madre, ma non ci riuscivo. Poi per la stanchezza mi sono addormentata.

La mattina seguente ho raccontato tutto alla mamma che si è messa a ridere. Il proprietario di quella casa mi ha spiegato che quei passi c’erano davvero e che era stato lui a farli, perché stava cercando di rimettere dentro il recinto i suoi otto coniglietti. Il vento infatti aveva aperto il loro recinto e loro, per la paura, erano scappati e si erano nascosti nel giardino della casa.

Dopo aver ascoltato tutto ciò, mi sono messa a ridere anche se in realtà avevo avuto tantissima paura. 

Aurora Sveva Carlà 1a D

MISTERIOSI RUMORI

Era un pomeriggio d’autunno ed ero solo in casa con mia sorella.

Stavo guardando la televisione, quando iniziai a sentire alcuni rumori. Il vento si sentiva fischiare dalla finestra del bagno, ma non ci facevo caso. Sentivo il il portoncino che sbatteva e le auto sulla strada trafficata di cui vedevo le luci riflesse sul muro. Guardavo la televisione, mentre mia sorella era al computer.

Sentivo un rumore di passi come se ci fosse qualcuno estraneo in casa. Guardai dietro il divano, nel salotto e nel cucinino, ma non c’era nessuno.

Poi più tardi arrivò mia madre e finì tutto.

Antonio Martina 1a D

UN RUMORE SPAVENTOSO

 Un giorno d’estate, mi trovavo nel mio letto, quando ad un certo punto sentii uno strano rumore provenire dalla cucina. Allora mi avviai verso di essa.

Pensavo fossero gli alieni o i vampiri che mi volevano portare via o addirittura uccidere. Avvicinandomi mi veniva sempre più paura, però ad un certo punto mi feci coraggio e vi entrai. In cucina non c’era nessuno, però c’era la porta aperta che invece prima era chiusa.

Allora uscii fuori, feci avanti e indietro nel giardino e, all’ improvviso, sentii una voce che diceva: “Vieni, vieni…”.

Aprii gli occhi, era tutto un sogno e la voce che diceva: “Vieni, vieni…” era la voce di mia madre che mi svegliava, dicendo di andare in cucina perché la colazione era pronta.

Devo essere sincera, pur rendendomi conto che era solo un sogno, prima di varcare la porta della cucina mi guardai ben bene attorno e non nego di aver sussultato quando mia madre all’ improvviso sbucò fuori dal cucinino dandomi il buongiorno con un bacino sulla guancia.

Le raccontai il mio sogno e insieme scoppiammo in una grande risata.

Federica Maria Vittoria Pati 1a D

UN BRUTTO SCHERZO!

 La sera del 6 gennaio 2009, io e Aurora siamo state a casa sua con Letizia, una nostra cara amica, Luca suo fratello maggiore, Matteo e Matteo, il fratello di Aurora.

Io, Aurora e Letizia abbiamo giocato con un gioco da tavolo e ci siamo divertite, anche se la partita è stata molto lunga. Finito il gioco siamo state impegnate a chiacchierare, mentre i ragazzi giocavano con il computer.

Era una bellissima serata, molto divertente, poiché ogni tanto sentivamo battute spiritose fatte da Luca e ci mettevamo a ridere come matte, così non ci siamo accorte che si era fatto molto tardi.

A un certo punto abbiamo sentito bussare alla porta. A casa eravamo soli, così siamo andati a vedere chi fosse.

Abbiamo visto una cosa di colore giallo e una vecchia bruttissima. Siamo diventate pallide dalla paura, ci siamo messe a urlare e siamo scappate nella sala accanto. La vecchia è entrata e, dicendo di essere la Befana, ci ha dato cioccolatini e mandarini. Io e Aurora li abbiamo rifiutati, perché  eravamo ancora più spaventate e ci stringevamo le mani.

Alla fine la paura c'è passata poiché tutto era uno scherzo ideato dai nostri genitori e la Befana era una nostra amica adulta travestita!

Che serata divertente ma ... movimentata!

Fiorella Spina 1a D

AIUTO!!!

 Era un freddo pomeriggio d’inverno quando mia madre mi ha lasciato dalla nonna, che abitava vicino casa, perché doveva andare in chiesa.

Io non avevo ancora finito i compiti e ne dovevo fare ancora parecchi! Quindi presi quaderni e libri e andai dalla nonna.

Iniziai a studiare storia, matematica, italiano … Quando finii, controllai il diario per vedere se avessi dimenticato qualche compito; infatti dovevo fare ancora inglese e quindi fui costretta a tornare a casa a prendere i libri.

Appena entrai, sentii dei rumori, ma pensai che fosse mio fratello e andai in camera mia per prendere i libri di inglese. Ed ecco di nuovo i rumori. Allora provai a chiamare: “FRANCESCOOOO”, ma nessuno rispose.

Timidamente controllai le porte in caso non le avessi chiuse benissimo. Allora pensai che c’era qualcuno in casa. Forse i fantasmi?

Non rimaneva altro da fare che prendere i libri e scappare velocemente a casa della nonna; aspettando lì i miei genitori, continuai a fare i compiti.

Agnese Capoccia 1a D

DEI RUMORI SPAVENTOSI

 Mia madre mi ha sempre detto che la casa è un’entità viva, che ha la sua storia e un suo calore. Ogni volta che torniamo da un viaggio, appena entriamo in casa mia madre, e noi insieme a lei, dice: “Buona sera alla casa”. Questa sensazione che anche in nostra assenza la casa sia viva e animata mi accompagna sin dalla nascita.

Io divido  da sempre la camera con mio fratello. Il mio letto è addossato al muro. Una notte mi svegliai sentendo un rumore molto strano proveniente dal muro, come se qualcuno passasse un’unghia strusciandola e graffiandola; ero terrorizzata. Dopo sentii di nuovo un rumore di qualcuno che camminava a piedi nudi nella stanza. Poi ancora un altro, come se qualcuno saltasse sul mio letto. Mi feci coraggio e chiamai i miei genitori, ma loro non mi sentirono.

Mi rimisi a dormire, ma non ci riuscivo proprio perché ero spaventata al pensiero di questi rumori. Non sapevo in quel momento cosa fare e cosa pensare, se quei rumori provenivano da una persona, una cosa o un animale o se qualcuno volesse farmi del male. Non volevo pensare a cose brutte per cui sotto le coperte mi sono fatta piccola piccola e ho pensato intensamente a qualcosa di bello. In pochi secondi ho ripercorso i ricordi della mia vita, i più belli naturalmente, e il sollievo e il coraggio mi è venuto dalle persone più care che ho.

Dopo aver raccontato l’episodio a mia madre, lei mi ha detto che non dovevo avere paura perché la casa protegge chi ci vive dentro, per cui ogni volta che ho paura identifico ogni stanza con una persona a me cara, così la paura passa velocemente.

Giorgia Fai 1a D

 

 

PRELUDIO di Davide Maggio I A - a.s. 2008/2009

Già stanotte si è messa in cammino

e l'inverno alfin fa fagotto.

 

Nell'orto c'è un fior di mimosa

tra l'erba una primula rosa;

la primavera adagio ritorna.

 

Si affaccia dubbiosa e mi parla,

con la voce del vento mi dice:

al nuovo tiepido sole

riscalda il tuo piccolo cuore.

 

 

LA PRIMAVERA  di Marta Greco I A - a.s. 2008/2009

Se guardo il cielo quando scende la sera,

vedo qualcosa che ieri non c'era:

vedo un cielo illuminato di stelle,

alcune diverse alcune gemelle.

 

Forse qualcosa da oggi è cambiato

e del paesaggio sono innamorato;

l'ha decorato una dolce signora,

l'ha profumato la Primavera.

 

È UNA GIRANDOLA DI COLORI  di Giorgia Leo I A - a.s. 2008/2009

È una girandola di colori

che fa gioire i nostri cuori.

Il cielo azzurro

il sole splendente

dissolvon l'inverno immantinente.

Giocano i bimbi

il prato è fiorito

di primavera ha indossato il vestito.

 

PRIMAVERA di Silvia Malerba I A - a.s. 2008/2009

Nell'aria in festa

profumo di amore

e, cullate dal vento,

sui fiori assopiti, riposan

farfalle di mille colori.

 

L'erba che nasce

sussurra il suo canto

poi d'improvviso

la primavera

ci coglie d'incanto.

 

BEN TORNATA PRIMAVERA di Ilenia Miri I A - a.s. 2008/2009

Oh! Gran stupore

Una mattina,

vidi intorno tanta brina

E nel giardino congelato

Il grigio inverno era tornato.

 

Ma, non appena arrivo il sole,

Si riebbe ogni colore:

Il verde, il giallo,

Il rosso e il blu;

tutti i fiori a capo in su.

 

Intonando uno stornello

Dicon tutti: il mondo è bello!

Giunta è al fin la primavera.

 

C'È UNA BIANCA MARGHERITA di Simone Tarantino I A - a.s. 2008/2009

C'è una bianca margherita

Che si dondola nel prato.

Oggi è lì tutta fiorita,

Ride allegra, spensierata,

D'aver semplice la vita,

Di goder quel che le è dato.

Ma doman sarà avvizzita

Quando l'erba avran falciato.

Mio bel fiore in mezzo al prato,

Come è breve la tua vita!

 

LA RANA GOLOSA (filastrocca) di Alberto Patera I E - a.s. 2008/2009

C'era una volta una rana golosa

che si mangiò una foglia di rosa

e per quanta fame aveva

di mangiare non smetteva.

La rana da sua zia andò

che un barattolo di biscotti le regalò,

ma la rana assai golosa

non si accontentò di una sola cosa.

Infatti da sua zia andò

e della sua fame si lamentò.

La nonna, molto scocciata,

per farla stare zitta le fece una crostata.

La rana in un solo boccone la finì,

si mise a terra  e ben presto dormì

e, quando si svegliò,

a casa sua ritornò.

Per strada continuamente mangiava

e ancora non si saziava.

Alla fine tanto si ingozzò

che all'improvviso... strapiena scoppiò.

 

IL GATTO (filastrocca) di Andrea Calcagnile I E - a.s. 2008/2009

Gatto, gattino

tutto nero e vellutato,

hai una macchia sul visino,

come fosse incipriato.

Hai due baffi, che baffoni!

E gli occhietti, che bricconi!

Per dormir nella cucina,

hai una cesta piccolina.

Ma appena spunta il giorno,

al mio letto corri incontro

e, con debole vocina,

mi saluti la mattina.

 

LA NEVE di Francesco Carrozzo II D  - a.s. 2008/2009

Pallida,

Bianca, che tutto

Fai diventar freddo.

Tu, gelida,

Mi scaldi il cuore.

Incede la voglia mia

Di tenerti in mano

Per sentire il caldo

Che solo il tuo manto freddo

Mi sa dare.